Per gli agenti immobiliari

I giovani non vogliono fare sacrifici, siamo sicuri sia proprio cosi ?
Non credo che i giovani di oggi abbiano desideri e aspettative molto diversi da quelli che avevo io 35 anni fa. A venticinque anni avevo già un’attività di consulenza avviata, un ufficio e dei clienti. Sulla carta tutto funzionava: una

ll mercato immobiliare non ha bisogno di più agenzie. Ha bisogno di modelli migliori.
Ci sono cose che capisci solo con il tempo. E una di queste è che nel nostro settore abbiamo spesso confuso la presenza con il presidio. Per anni abbiamo pensato che per essere presenti servisse un ufficio, una vetrina, una

Ambassador Hasamia: quando il modello diventa la vera scelta
Ci sono momenti, nel lavoro, in cui smetti di ragionare solo in termini di fatturato annuale e inizi a guardare le cose con una prospettiva diversa, più ampia e più concreta allo stesso tempo. Non è più solo una questione

Nel 1992 sognavo di diventare un grande agente immobiliare. Oggi quel sogno non basterebbe più
Nel 1992 questo lavoro aveva un ritmo completamente diverso, fatto di tempi più lenti, di meno strumenti, di meno informazioni disponibili e soprattutto di una relazione con il cliente che nasceva e si sviluppava quasi esclusivamente nel mondo fisico, senza

Gli Ambassador devono essere giovani?
Quando mi hanno fatto questa domanda, ho risposto in modo diretto: “Sì. Devono essere giovani.” Non mi interessa più lavorare con chi lavora come si faceva 20 o trenta anni fa. Perché quando parlo di “giovane”, non sto parlando di

Quanto vale il cliente che ti sto segnalando ?
Negli ultimi anni ho cercato di affrontare il problema dell’acquisizione immobiliare partendo da una domanda diversa. Non: “Come troviamo più immobili?” Ma: “Come costruiamo un sistema che renda più sostenibile acquisirli?” Perché oggi il punto non è fare più telefonate