C’è una conversazione che ho avuto centinaia di volte negli ultimi anni. Un agente con cinque, dieci, quindici anni di esperienza mi chiama. Lavora bene. Sa fare il suo mestiere. Ma qualcosa non torna.
“Lavoro tanto, chiudo buone operazioni, ma alla fine dell’anno mi chiedo dove sono finiti i margini.”
Il problema quasi mai è la bravura. È la struttura in cui si lavora.
In questo articolo voglio ragionare onestamente sulle alternative al franchising per chi già lavora nel settore o ci sta entrando — e vuole capire cosa c’è oltre il modello tradizionale.
Come funziona davvero il franchising immobiliare (e perché i margini non crescono)
Ho già scritto un’analisi approfondita sul franchising immobiliare in Italia. Qui riprendo i punti chiave per chi non l’ha letto.
In un franchising immobiliare standard, l’agente trattiene tra il 10% e il 20% del mediato. Il resto va alla struttura: la rete, il brand, l’ufficio. In cambio ricevi visibilità, un sistema operativo e in teoria clienti.
In pratica, le cose funzionano così: hai un affitto da pagare ogni mese, un desk fee fisso indipendentemente da quanto produci, royalty calcolate sul fatturato e un tetto implicito alle tue commissioni che non dipende da quanto sei bravo, ma da quanto il modello è disposto a riconoscerti.
In Italia ci sono circa 6.500 agenzie in franchising, che rappresentano il 12-15% del totale (fonte: Scenari Immobiliari). Non è la maggioranza. Ma è il modello più visibile e questo lo rende spesso la prima scelta per chi entra nel settore, senza una reale comparazione delle alternative.
Le alternative concrete nel 2026
Quando un agente vuole uscire dalla logica del franchising, di solito considera tre opzioni.
La prima è l’agenzia indipendente. Massima autonomia, nessun canone. Ma anche zero brand riconoscibile, nessun sistema di lead generation, tecnologia da costruire da zero. I costi di avviamento sono alti spesso superiori ai 30.000-40.000 euro tra ufficio, marketing e infrastruttura digitale e i primi anni sono quasi sempre in perdita. Ho scritto un articolo specifico su come aprire un’agenzia immobiliare per chi vuole valutare questo percorso in modo realistico.
La seconda è restare nel franchising cambiando rete. Una soluzione comprensibile, ma spesso porta allo stesso risultato con un logo diverso. La struttura di costo rimane la stessa. I margini rimangono compressi.
La terza, quella di cui parlo in questo articolo è un modello ibrido: tecnologia e brand di una piattaforma consolidata, autonomia e margini di un professionista indipendente, possibilità di costruire una struttura territoriale propria.
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Il modello ibrido: come funziona nella pratica
Hasamia è una piattaforma immobiliare digitale con agenti sul territorio e network internazionale, Italia, Londra, Berlino, Bali, Dubai. Non è un franchising. Non è un’agenzia tradizionale.
Il modello prevede tre percorsi di ingresso per agenti professionisti: Starter, Pro e Ambassador.
Lo Starter è pensato per chi entra nel settore o vuole ricominciare con una struttura diversa. Commissioni dal 30% al 60%, formazione completa, mentoring nei primi 90 giorni, zero costi fissi.
Il Pro è per agenti con esperienza che vogliono operare con marginalità più alta e maggiore autonomia operativa. Commissioni dal 40% al 70%.
L’Ambassador è il percorso più strutturato: un territorio provinciale in esclusiva, commissioni fino al 75%, coordinamento di un team di Starter e Pro, sviluppo di una rete di Hasamia Point locali. Non è un ruolo da agente. È un ruolo da imprenditore territoriale.
In tutti e tre i percorsi: nessun affitto obbligatorio, nessuna royalty mensile, nessun desk fee.
Commissioni al 75%: è reale?
La domanda me la pongono quasi sempre. È comprensibile, siamo abituati a strutture che comprimono i margini.
Sì, è reale. E vale la pena spiegare come.
Hasamia ha un modello di revenue condiviso tra piattaforma e agente. La piattaforma guadagna sulla parte che trattiene — che nei percorsi avanzati è significativamente inferiore rispetto a un franchising tradizionale. Questo è possibile perché i costi fissi di struttura sono più bassi: niente uffici fisici obbligatori, tecnologia centralizzata, marketing digitale condiviso tra tutta la rete.
Il risultato è che l’agente trattiene una quota più alta del mediato — fino al 75% per il percorso Ambassador — perché la piattaforma è progettata per essere leggera, non per estrarre margine dalla base.
Cosa significa lavorare con una piattaforma invece che per una rete
La differenza più importante non è nelle commissioni. È nel tipo di relazione.
In un franchising, lavori per la rete. Il brand ha valore per il franchisee, non per l’affiliato. Puoi costruire relazioni, portafoglio clienti, reputazione locale, ma stai lavorando su un asset che non è tuo.
In Hasamia, la logica è diversa. Contribuisci a costruire il progetto. Hai autonomia operativa reale. Hai strumenti — CRM, portali, marketing, firma digitale, valutazione AI, integrati in un’unica piattaforma, senza dover gestire sette abbonamenti diversi.
E se scegli il percorso Ambassador, costruisci qualcosa che ha valore anche oltre la tua produzione diretta: una rete, un territorio, un sistema.
Il ruolo dei Hasamia Point: la leva che cambia la pipeline
Uno degli elementi più innovativi del modello — e quello meno conosciuto — è la rete di Hasamia Point.
Gli Hasamia Point sono professionisti locali che generano opportunità immobiliari senza svolgere mediazione. Amministratori di condominio, studi tecnici, CAF, consulenti finanziari, agenzie viaggi, broker assicurativi, social media manager locali. Chiunque abbia una rete sul territorio e possa intercettare situazioni in cui qualcuno sta valutando di comprare o vendere casa.
Non richiedono patentino. Non richiedono investimento iniziale. Lavorano a performance.
Per un agente Hasamia — e soprattutto per un Ambassador — questo significa avere una rete di antenna locale che genera lead qualificati in modo continuo. Non clienti anonimi da portali. Segnalazioni da professionisti di fiducia.
È una delle leve più concrete per costruire pipeline senza dipendere esclusivamente dal digitale o dal passaparola diretto.
Quanto si guadagna: il confronto tra modelli
Prendo un esempio numerico concreto.
Un agente chiude 12 operazioni all’anno su immobili con valore medio di 200.000 euro. Il mediato totale generato — assumendo commissione media del 2% a carico del venditore — è circa 48.000 euro.
In un franchising con commissioni al 20%, l’agente trattiene 9.600 euro lordi. Con un percorso Pro Hasamia al 60%, trattiene 28.800 euro lordi. Con un percorso Ambassador al 75%, trattiene 36.000 euro lordi — solo dalla produzione personale, senza contare la quota derivante dal team e dalla rete Point.
La differenza non è marginale. È strutturale.
Ovviamente questi numeri variano in funzione del valore degli immobili, del territorio e del volume. Puoi calcolare il tuo scenario specifico con il simulatore di guadagno presente su hasamia.it/partner-hasamia.
Per chi ha senso considerare questo modello
Non è per tutti. Lo dico con chiarezza.
Ha senso valutare questo percorso se sei un agente con esperienza reale nel settore — almeno 2-3 anni — che ha già dimostrato di saper chiudere operazioni e vuole capire perché i margini non rispecchiano l’impegno.
Ha senso se stai valutando di uscire da un franchising ma non vuoi sostenere i costi e i rischi di aprire un’agenzia indipendente da zero.
Ha senso, in particolare per il percorso Ambassador, se hai già una rete locale, sei conosciuto nel tuo territorio e vuoi costruire qualcosa che abbia valore strutturale nel tempo, non solo anno per anno.
Non ha senso se stai cercando una scorciatoia. Non ha senso se non hai o non vuoi ottenere il patentino da agente immobiliare. Non ha senso se l’idea di gestire persone e costruire un sistema ti spaventa più che motivarti.
Come iniziare: il processo è semplice
Il primo passo è una candidatura online su hasamia.it/partner-hasamia. Cinque minuti. Nessun costo.
Si indica il profilo, la provincia di interesse e il percorso che si vuole valutare. Segue una call di trenta minuti con il team per capire insieme se c’è fit da entrambe le parti. Nessun impegno.
Se il percorso Ambassador è quello che ti interessa di più, ti consiglio di leggere anche l’articolo dedicato al ruolo Ambassador Hasamia, dove ho approfondito il piano di sviluppo provinciale e i numeri reali del percorso quinquennale.
FAQ
Posso lavorare con Hasamia restando nella mia zona? Sì. Il modello è territoriale per definizione. L’Ambassador ha una provincia in esclusiva. Starter e Pro operano principalmente nel territorio dove hanno la loro rete.
Serve il patentino per tutti i percorsi? Per Starter, Pro e Ambassador sì, è un requisito di legge per svolgere mediazione immobiliare in Italia. Per attivare un Hasamia Point no.
Posso entrare come Pro se vengo da un altro franchising? Sì. Il percorso Pro è pensato proprio per agenti con esperienza che vogliono cambiare modello senza ricominciare da zero.
Ci sono obiettivi minimi imposti? No. Non ci sono obiettivi minimi forzati o sanzioni per la bassa produzione. Il modello è a performance: più produci, più guadagni. Non ci sono costi fissi da coprire ogni mese.
Hasamia è presente in tutta Italia? La rete è in espansione. Alcune province sono già coperte, altre sono in apertura. La disponibilità territoriale si verifica in fase di candidatura.
Qual è la differenza tra Pro e Ambassador? Il Pro opera individualmente con autonomia e margini alti. L’Ambassador costruisce una rete provinciale, coordina Starter e Pro, sviluppa i Point locali e ha un modello di revenue multiplo, non solo dalla produzione personale.


